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La tua scuola cade a pezzi? DILLO A DSAS

Cari studenti, per iniziare il nuovo anno in grande stile Dagli Studenti Agli Studenti ha deciso di avviare un grande progetto, un’inchiesta per poter migliorare le scuole bergamasche:

“INCHIESTA SULL’EDILIZIA SCOLASTICA”

Per portarla avanti abbiamo bisogno dell’aiuto di ciascuno di voi, che vivete ogni giorni in quell’edificio che forse andrebbe un po’ rivisto, perché potrebbe crollare da un momento all’altro e se non è messo così male comunque potrebbe causare incidenti INUTILI.

Abbiamo bisogno del vostro aiuto per poter meglio recensire nel dettaglio tutte le scuole. Vi proponiamo delle domande guida per verificare le condizioni del vostro istituto e vi indichiamo le leggi a cui fare riferimento. Vi chiediamo di mandarci foto/filmati per DOCUMENTARE i danni.

Una volta raccolti tutti i dati dell’inchiesta verrà stilato un documento che verrà presentato alla Provincia (responsabile degli edifici con la loro relativa manutenzione) per avere qualche spiegazione in merito a tutti i problemi che ci sono nelle scuole e magari si rendono conto dei grandissimi problemi presenti e si attivano per sistemare il tutto.

Clicca qui per scaricare le DOMANDE con i riferimenti alle leggi

Scarica da qui il decreto ministeriale del 18-12-1975 con le relative tabelle

Scarica la legge sulle norme generali dell'edilizia scolastica (23_96)

 

Le risposte corredate di foto e video devono essere inviate all’indirizzo

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. entro il 31 Gennaio 2012

Per qualsiasi informazione scrivere a quell’indirizzo o chiamare questo numero vodafone

3452981782


Studenti e insegnanti per una volta uniti!

Al Liceo Linguistico Giovanni Falcone dall’inizio del nuovo anno scolastico si sono accumulate parecchie lamentele da parte di insegnanti e studenti per via del comportamento del personale A.T.A.
Molti bidelli infatti trattano gli studenti e insegnanti con disprezzo e sufficienza, pensando che le richieste siano un optional e creando disagi all’interno della scuola.
Tra questi disagi vi è il mancato consegno delle circolari creando disagio all’interno delle classi e molta rabbia da parte degli alunni che si sentono tralasciati e non capiscono il perché siano sempre seduti a leggere il giornale invece di informarsi in segreteria riguardo a varie supplenze, o comunque di dare una mano sia agli studenti che agli insegnanti.
Ora noi studenti e insegnanti chiediamo ai bidelli di essere trattati come uguali, perché non ci consideriamo superiori, siamo tutte persone e all’interno della scuola ognuno ha diversi incarichi da svolgere e vogliamo che tutti li svolgano al meglio perché in questi tempi di crisi e di tagli è l’unione che fa la forza e non c’è bisogno di altri disagi che possono essere facilmente superati.

Michael Pakvis

A scuola il fine giustifica i mezzi

“Ehi ciao, come ti è andata la verifica?”, “Sciallo, avevo i bigliettini. A te?”, “Io un po' male perché sapevo fare il problema ma non mi ricordavo una formula e quindi non sono riuscito a finirlo”, “Perché non ti sei scritto le formule da qualche parte?”.

Quante volte vi è capitato di ritrovarvi in un discorso del genere? A me sempre, alla fine di ogni verifica. Ovviamente dalla parte dello “sfigato” senza bigliettini. Perché la scuola funziona così: se sei bravo e studi puoi stare tranquillo che i professori parleranno sempre bene di te, mentre se vacilli un po' (cioè non studi) devi scegliere: o fai l'onesto e rischi che ti vada male la verifica o, altrimenti, ti scrivi quello che avresti dovuto studiare su un foglietto e non avrai problemi. Certo, bisogna stare attenti ai professori: se ti beccano sono cavoli. Ma – purtroppo – ci sono professori che troppo spesso chiudono un'occhio e fanno finta di nulla quando i propri studenti copiano dal compagno di banco o sbirciano nell'astuccio in cerca di sappiamo-bene-cosa. Perché lasciano fare questo? Dai professori ho ricevuto risposte diverse: c'è chi sostiene che tutti siamo stati studenti e c'è chi dice che non è una formula su un bigliettino che fa la differenza. Potrebbero anche avere ragione. Però allora dovremmo dire che la scuola non educa e non impara a far rispettare né le regole né i propri compagni di classe (quelli che non fanno i furbi). Cioè, alla fine, fa solo diventare più furbi. Cosa importa se è giusto o no copiare, l'obiettivo finale è la sufficienza e questa deve essere raggiunta con ogni mezzo disponibile.

Durante il mese di maggio un gruppo di professori e presidi ha pubblicato un appello  (visita www.gruppodifirenze.blogspot.com/) contro i professori che chiudono un occhio e che forniscono  ai propri allievi traduzioni o soluzioni durante lo svolgimento delle prove d'esame. Eccolo: «Fra poco si svolgeranno gli esami di Stato conclusivi del primo e del secondo ciclo di studi. Negli ultimi anni i mezzi di informazione hanno riferito di numerosi casi in cui non è stato assicurato il loro corretto svolgimento. Questo danneggia fortemente la credibilità della scuola italiana e l’immagine degli insegnanti e dei dirigenti. Non c’è dubbio che la maggioranza dei colleghi agisca in modo inappuntabile e faccia il possibile per garantire la regolarità degli esami. Siamo però consapevoli che un malinteso atteggiamento di “comprensione” nei confronti degli studenti e la diffusa tendenza a considerare inutilmente fiscale la fermezza nel far rispettare le regole (e in alcune situazioni anche pressioni esterne) possono spingere a “chiudere un occhio” se qualcuno copia, a giustificare o a tollerare indebiti aiuti e persino comportamenti gravemente scorretti, come fornire ai propri allievi traduzioni e soluzioni. Va invece ribadito che certi atteggiamenti non sono affatto un modo di “fare il bene dei ragazzi” e che anzi feriscono la giustizia e il merito. Una scuola, infatti, in cui venga in qualche modo compromessa la regolarità degli esami, abitua gli studenti alla scorrettezza, commette un’ingiustizia verso chi conta solo sulle sue forze e infine svaluta il senso dell’esame come momento importante di verifica delle capacità degli allievi. Viceversa, l’esempio di comportamenti coerenti con i valori che si insegnano costituisce per i giovani la più efficace educazione alla legalità. Noi pensiamo che il ruolo e l’immagine dell’istruzione pubblica si difendano certamente reclamando nuove leggi e finanziamenti più adeguati, ma anche facendo nel modo migliore la propria parte e assumendosi fino in fondo le proprie responsabilità.» Altro da dire?

Roberto Pinotti

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